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Enogastronomia

Chi è l'enoturista che visita la valle?

Chi è l'enoturista che visita la valle

Nel 2021, il 60% dei turisti italiani aveva visitato almeno un territorio del vino. Nel 2025, quella quota era salita al 77%. Diciassette punti in quattro anni, rilevati dal Report AITE presentato a Vinitaly Tourism nell'aprile 2026. Un dato che vale la pena leggere in parallelo con un'altra notizia: nello stesso periodo, i consumi domestici di vino calano. L'enoturismo cresce in direzione opposta al mercato tradizionale. Capire chi arriva è il primo passo per intercettarlo.

Il profilo: digitale, under 50, già informato

L'enoturista di oggi non si presenta alla cantina per caso. Ha già prenotato online, ha cercato il territorio sullo smartphone, si aspetta un'esperienza che unisca vino, paesaggio e persone reali. È il profilo tracciato da DNA Tasting su oltre 150 cantine italiane, pubblicato a maggio 2026 su La Madia.

I numeri dell'Osservatorio Wine Suite, presentati a Vinitaly Tourism il 15 aprile 2026, confermano la tendenza: il 68,7% delle prenotazioni enoturistiche avviene oggi su canale digitale. Due visitatori su tre hanno già scelto prima di arrivare. Chi non è prenotabile online intercetta solo un terzo del mercato disponibile.

Sul fronte della provenienza, la componente italiana rappresenta oggi il 55,3% delle visite, dato in forte crescita rispetto al 30% pre-2020. Il turista straniero, principalmente da USA, Germania, Regno Unito e Svizzera, mantiene una propensione alla spesa più alta e porta con sé opportunità di export diretto.

Quanto si ferma, quanto spende

Il 38% degli enoturisti si ferma quattro giorni o più. Il 36% visita almeno tre cantine durante lo stesso soggiorno, con valori ancora più alti nella fascia 25-34 anni. La spesa media per esperienza nel 2025 era di 136 euro, in crescita del 5,4% rispetto all'anno precedente, secondo i dati dell'Osservatorio Wine Suite 2026. Tre enoturisti su quattro si dichiarano soddisfatti. I giudizi migliori, secondo l'indagine ISMEA-AITE presentata a Vinitaly 2024, riguardano la qualità del servizio in cantina, il rapporto con la comunità locale e la facilità di prenotazione.

Perché torna

I motivi della fidelizzazione li ha rilevati AITE nel 2026: il 68% degli enoturisti torna in una cantina per l'accoglienza e la professionalità del personale. Il 66% per la semplicità della prenotazione. Il 64% per la capacità di proporre esperienze sempre diverse.

C'è poi un dato che cambia la prospettiva su cosa offrire. Per la prima volta nel 2025, la visita a una cantina a conduzione familiare si è collocata al primo posto tra le esperienze enoturistiche più ricercate, superando l'acquisto di vino a prezzi vantaggiosi. Il racconto diretto di chi produce vale più di qualsiasi promozione commerciale.

Cosa significa per la Valpantena

La valle ha cantine familiari, produttori di olio, strutture ricettive di qualità e un territorio percorribile a piedi e in bici. Ha quello che questo mercato cerca con precisione. La sfida non è costruire un'offerta da zero: è rendere visibile quella che esiste, prenotabile in modo semplice e raccontata con voce coerente. Rete Valpantena lavora esattamente su questo.